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Tra santi e chiese di Limone sul Garda

Limone sul Garda è universalmente noto come il luogo più a Nord – insieme al lago di Toblino – in cui si producono agrumi, in particolare limoni. Non a caso una delle sue maggiori attrattive sono le limonaie, insiemi di pilastri addossati alla roccia – caratteristici di questo tratto del lago di Garda – che hanno lo scopo di proteggere le piante dai freddi venti invernali.

Ma Limone sul Garda è nota anche per un’altra ragione: fu qui che vide la luce san Daniele Comboni – il fondatore degli istituti dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù – canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2003 per le sue virtù eroiche e la sua opera umanitaria. E ancora una volta, sempre non a caso, a Limone sul Garda si trova la sede del Centro Comboniano del “Tešöl” che all’interno dell’ampio parco ospita – oltre all’immancabile limonaia – la Casa Natale di Daniele, una piccola chiesa ricavata dalla vecchia legnaia e il “Museo delle Curiosità” in cui approfondire la conoscenza del Santo.

Gli appassionati di architettura religiosa troveranno a Limone sul Garda altri spunti interessanti come la Chiesa di San Pietro – la più antica del paese – che per la sua posizione in mezzo agli ulivi è nota anche come San Pietro in oliveto. Si tratta di una chiesa a navata unica in stile romanico risalente al IX secolo in cui spicca la presenza, all’interno, di una piccola acquasantiera in marmo bianco e dei bellissimi affreschi rappresentanti il legame profondo tra la vita della comunità dell’epoca e la religione.

La Chiesa di San Pietro fu molto attiva fino al dopoguerra. Gli abitanti di Limone sul Garda vi si recavano in processione per auspicare il buon esito di semine e raccolti e – in alcuni casi – scongiurare calamità naturali, malattie ed epidemie ma la consuetudine è andata via via scemando e oggi si tiene solo una volta l’anno, il 20 giugno, giorno in cui si celebra San Pietro.

All’esterno della chiesa un piccolo portico riporta frasi ancora leggibili che testimoniano avvenimenti importanti come la peste del 1630 e la sconfitta di Napoleone Bonaparte.

Un altro edificio di culto interessante è l’ex-chiesetta di San Carlo. Edificata da una limonese in ricordo del marito defunto nel centro storico cittadino, la chiesa di San Carlo fu utilizzata durante la Prima Guerra mondiale come deposito per i viveri delle truppe e poi, lentamente e inesorabilmente, perse la sua funzione religiosa con l’asportazione dell’altare e delle suppellettili sacre nel 1930.

La Chiesa di San Bortolomeo – edificata nel 1691 da Andrea Pernis di Como sulla pianta di una precedente chiesetta romanica del secolo XI citata in una bolla papale di Urbano III nel 1186 – custodisce capolavori artistici a partire dagli inizi del 1500 ed è tuttora sede della Santa Messa.

Un po’ più a nord del centro storico si trova infine la Chiesa di San Rocco voluta nella prima metà del XVI secolo come ringraziamento dei limonesi scampati alla peste. Situata in posizione strategica tra la roccia, il lago e le limonaie, la chiesa di San Rocco è uno dei luoghi più amati del paese. Raggiungibile a piedi attraverso una scalinata adorna di fiori e piante tipiche del Garda, ospita al suo interno splendidi affreschi del XVI secolo, opportunamente restaurati in seguito ai danni subiti nel corso della Prima Guerra mondiale.

Diana Facile