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Un salto nell’antica Roma, alle Grotte di Catullo

Situata in posizione strategica sulla punta della penisola di Sirmione, l’area archeologica delle Grotte di Catullo domina dall’alto di uno sperone roccioso l’intero Lago di Garda e rappresenta una delle visite più interessanti da fare sulla sponda meridionale del bacino.

Il complesso, che ospita all’interno i resti di una delle ville più imponenti del periodo romano presente nell’Italia settentrionale e un piccolo ma rilevante Museo archeologico con reperti provenienti da Sirmione e da altri siti del basso Garda, è stato oggetto di visite e speculazioni erudite a partire dal XV secolo e nel 2013 è risultato uno dei trenta siti statali più visitati della nostra bella Italia.

Edificata in età augustea – tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C. – la Villa assunse il nome di “Grotte di Catullo” nel periodo rinascimentale con un preciso riferimento ai vani crollati – e coperti dalla vegetazione – in cui si poteva entrare come se fossero cavità naturali.

Il legame con Catullo deriva dai versi del poeta latino di origine veronese che nel Carme 31 descrive il suo ritorno nell’amata casa di Sirmione, gioiello tra tutte le isole e le penisole dei mari e dei laghi. In realtà, nonostante il nome sia tuttora in auge, non esistono elementi certi per localizzare la casa di Catullo che, peraltro, morì prima che la Villa vedesse la luce.

Secondo la ricostruzione storica, la grande Villa finì in stato di abbandono già nel III secolo d.C. e tra il IV secolo e il V secolo le parti supertistiti vennero incluse nelle fortificazioni che recingono la penisola di Sirmione con la realizzazione, al suo interno, di alcune sepolture.

I primi studi concreti sulla Villa, che ospitò tra le sue mura alcuni celebri viaggiatori tra cui la marchesa di Mantova Isabella d’Este Gonzaga e il Palladio, ebbero inizio nei primi anni del XIX secolo ma fu solo nel 1939 che la Soprintendenza per i beni archeologici avviò un programma di scavi e restauri acquisendo infine l’intera area per consentire una tutela adeguata del patrimonio nazionale. Al 1956 risale la pubblicazione di una prima guida del complesso correttamente interpretato come sontuosa Villa romana.

L’area archeologica delle Grotte di Catullo ospita dal 1999 anche un Museo che funge da supporto alla visita della Villa romana e degli altri resti monumentali conservati a Sirmione e raccoglie le testimonianze della storia più antica della città. Oltre ai reperti provenienti dagli scavi delle Grotte di Catullo espone resti di ville romane situate sul lago di Garda (Villa di via Antiche Mura a Sirmione e Villa di Toscolano) e di altri siti archeologici della zona.

Le Grotte di Catullo sono circondate da un uliveto che annovera circa 1.500 piante appartenenti alle varietà tradizionali presenti sul Lago di Garda con la presenza di alcuni esemplari che vanterebbero tra i 400 e i 500 anni di vita e da cui oggi, grazie alle cure prestate negli ultimi anni, viene estratto un olio extra vergine di oliva di prima qualità.

Diana Facile

Per informazioni sugli orari di apertura delle Grotte di Catullo, consultare il sito ufficiale.

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