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Tra i profumi e i colori del Giardino Botanico André Heller

Nella città giardino Gardone Riviera, poco distante dal Vittoriale degli Italiani ove Gabriele D’Annunzio elesse la sua ultima dimora, si trova un piccolo angolo di paradiso che suona al nome di Giardino Botanico André Heller, noto anche come Giardino Botanico A. Hruska.

Uno spazio carico di magia e sensualità che separa l’elegante Gardone di Sotto – con la presenza del Grand Hotel che acquisì immortalità letteraria grazie alla novella “Untergang eines Herzens” dello scrittore e drammaturgo austriaco Stefan Zweig” – dalla rustica Gardone di Sopra che profuma invece di olivi, grappa secca e devozione alla Madonna.

Su una superficie di circa 10.000 metri quadrati – tale l’estensione del Giardino Botanico André Heller – convivono specie provenienti da tutto il mondo: dalle Alpi all’Himalaya, dal Mato Grosso alla Nuova Zelanda, dal Giappone all’Australia, dal Canada all’Africa.

Una raccolta floreale continentale che si manifesta con un’esplosione di forme e di colori, tra edelweiss che emergono dai prati di orchidee e melograni che contrastano felci alte un metro. Il tutto in un contesto naturale d’eccezione dove ruscelli, cascate e stagni ricoperti di ninfee e fior di loto fanno da contrappunto alle colline in pietra dolomitica, i cactus e le torri ricoperte di edera.

Le origini di quest’angolo di paradiso risalgono agli inizi del secolo scorso quando il medico-dentista cecoslovacco Arturo Hurska, innamoratosi della bellezza e della luminosità del lago – annoverato tra i più belli dell’Europa Centrale – decise di fissare a Gardone Riviera la sua residenza e comprò un terreno sul declivio del Monte Lavino. Dieci anni dopo, nel 1912 per la precisione, iniziarono i lavori per la realizzazione del Giardino Botanico A. Hurska.

Nel 1989 la proprietà del giardino, che oggi ospita circa 3.000 specie di piante diverse, passò ad André Heller (uno degli artisti multimediali più noti e influenti al mondo) che definisce la sua “creatura” – oggi Fondazione André Heller – come un “campionario di regioni del mondo”.

Oltre alle numerose varietà di piante, il Giardino Botanico André Heller ospita sculture contemporanee che grazie ai sorprendenti effetti scenografici fanno di una semplice passeggiata un viaggio inconsueto in un mondo che coniuga sapientemente arte e natura con opere di artisti dalla fame internazionale come Keith Haring, Roy Lichtenstein, Erwin Novak, tra i tanti.

Non mancano poi elementi che riconducono a tradizioni e spiritualità diverse come simboli buddisti e tibetani, statue induiste e opere annoverabili alla cultura metropolitana e alla modernità. La presenza di elementi mostruosi e allegorici rimanda a una dimensione intangibile, quella del percorso purificatore e catartico attraverso la commistione di natura e arte.

Diana Facile

Per ulteriori informazioni sul Giardino Botanico André Heller, consultare il sito ufficiale